Giu 142012
 

di François Laplantine

Edizioni Elèuthera

“l’identità è pensiero in cemento armato”

Il possente richiamo all’identità, nelle sue declinazioni più viscerali, è uno dei presupposti dell’ondata reazionaria in atto nella cultura occidentale, che rimanda alla paura per l’altro, il diverso. Eppure, proprio questa nostra epoca globalizzata, segnata al contempo da incertezza identitaria e da richiami atavici al sangue e alla terra, appare il momento migliore per spazzare via due dinosauri concettuali come identità e rappresentazione, retaggio della metafisica platonica e medievale, e riscoprire la ricchezza del diverso, dell’incontro con l’altro. L’autore, mostrandone l’inconsistenza ai fini della ricerca nelle scienze sociali e nell’antropologia in particolare, propone di sostituirli con il concetto di métissage (meticciato), ovvero di ibridazione culturale, di contaminazione feconda di stili e linguaggi diversi. E ci fa capire come non sia un caso se ancor oggi è in nome dell’identità etnica, religiosa o culturale che si combattono guerre, si consumano genocidi, si indicono crociate securitarie.

“Identità di genere, di razza, di classe: concetti che bloccano il pensiero in un presente reazionario,
ecco l’obiettivo polemico della filosofia meticcia di Laplantine”.
Le Monde diplomatique

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