Mag 072016
 

La storia di tutte le sanatorie lo dimostra. Prima c’è una doppia truffa ad opera dello Stato e di sanatoria2012organizzazioni entrambi dediti al furto di denaro con tasse e speculazioni sulla pelle dei/delle migranti che chiedono un permesso di soggiorno. Poi ci sono gli ostacoli burocratici, per la richiesta del permesso di soggiorno, che esprimono una sorta di razzismo istituzionale diffuso. E infine il raggiro, la fregatura, mediante circolari, atti di indirizzo del Ministero dell’Interno e delle Prefetture.

A Brescia la storia della sanatoria del 2012 è stata ancora più pesante rispetto al resto dell’Italia. I fatti sono noti: la percentuale dei rigetti delle pratiche ha superato il 70% e la gestione dello Sportello Unico dell’Immigrazione ha evidenziato la volontà di vendetta politica nei confronti delle lotte dei migranti, soprattutto quella che ha portato all’occupazione della gru nel autunno del 2010. La Prefettura di Brescia per anni ha contrastato in tutti i modi il diritto stesso dei/delle migranti ad avere dei diritti trattandoli solo come un problema di ordine pubblico. Con le dimissioni, “sollecitate” da ministero dell’Interno nell’aprile dello scorso anno, della Prefetto che si era distinta per arroganza, annunci menzogneri sui tempi della sanatoria e razzismo istituzionale sembrava che a Brescia quantomeno fossero applicate le stesse procedure e interpretazioni delle norme come nel resto d’Italia. Sono stati fatti incontri, sono stati aperti tavoli istituzionali, sono fatte manifestazioni e presidi, sono stati richiesti pareri al Consiglio di Stato, sono cambiati questori e Prefetti ma la situazione non è cambiata di molto, anzi. I/le migranti continuano ad essere ostaggi di una burocrazia usata politicamente come una clava per discriminarli, per confinarli nella precarietà lavorativa ed esistenziale.

La scorsa settimana la Prefettura di Brescia ha emanato l’ennesimo Atto di indirizzo per la sanatoria del 2012 in cui si stabilisce il limite temporale del 30 maggio per la presentazione delle istanze per il riesame delle domande di permesso di soggiorno che erano state rigettate violando le stesse leggi che la Prefettura e la Questura avrebbero dovuto applicare. Qual è il vero significato di questo ultimo Atto di indirizzo? E’ più che evidente. Il “balletto” degli incontri, dei tavoli, degli annunci dell’ultimo anno non serviva altro che a prendere tempo per far decantare la situazione, per far rientrare in un cono d’ombra i/le migranti doppiamente truffati ed intanto rendere burocraticamente molto difficoltosi sia il riconoscimento dei ricorsi vinti dai/dalle migranti che la presentazione delle domande per il riesame delle pratiche di sanatoria rigettate in modo illegittimo.

Ora sarà più che mai difficile sapere a Brescia quanti/e migranti hanno realmente avuto il permesso di soggiorno con la sanatoria del 2012 e quanti/e migranti sono stati disillusi, discriminati e annichiliti tanto da andarsene da questa città per l’insopportabile razzismo istituzionale di cui sono stati vittime.

Ancora una volta le istituzioni si sono mostrate come delle vere e proprie “fabbriche” che producono clandestinità e sfruttamento. Pur nella drammaticità di una sconfitta che ha sconvolto la vita di migliaia di migranti un piccolo insegnamento lo abbiamo appreso: il protagonismo dei/delle migranti per lottare per le proprie condizioni e i propri diritti sociali e politici non può essere sostituito da nessuno. Non vediamo alternative.  

 

Associazione Cross-Point

 Brescia 5 maggio 2016

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