Ott 112015
 

ARABO2015_rwebLa settimana prossima riprenderanno i corsi di arabo organizzati presso la nostra sede, in via battaglie 33/b a Brescia.

Le iscrizioni rimarranno aperte per alcune settimane.

Per informazioni chiamaci al 3662500531, contattaci attraverso la nostra pagina fb oppure scrivici al nostro indirizzo cross-point@gnumerica.org!

Set 142015
 

Non sono razzista, ma…

Quante volte abbiamo sentito questa frase accompagnata da affermazioni come: ma…arrivano troppi migranti, prima vengono gli italiani, sono troppo diversi da noi, ci rubano il lavoro in un tempo drichiedenti asilo ventimiglia.jpgi crisi, alimentano l’insicurezza nostra e dei nostri figli, c’è una differenza tra profughi e migranti “economici”.

Ma è proprio vero che sia così ? Guardando quello che è accaduto, e che accade, a San Colombano di Collio, Pontevico e Rovato – per rimanere in provincia di Brescia – sembra proprio di no. Abbiamo visto proteste per l’arrivo di migranti, rifugiati, richiedenti asilo provocate e giustificate da sindaci e amministratori locali con il sostegno di fascisti, nazisti e gruppi di ultras da stadio. Abbiamo assistito a quella forma di razzismo istituzionale che spesso si nasconde dietro i discorsi sulla “legalità” ( sempre e solo la loro), sul rispetto delle procedure, della burocrazia e sulla strumentale salvaguardia di una comunità locale. Generando in questo modo paura, insicurezza e xenofobia nella popolazione. Continue reading »

Mag 132015
 

La crisi ha mutato profondamente il quadro politico e sociale. Mentre l’immigrazione entra nel dibattito pubblico come continua ‘emergenza’, solo a ridosso delle stragi che continuano a ripetersi nel Mediterraneo, una vera e propria guerra contro i migranti viene combattuta sui confini interni ed esterni dell’Europa e dell’Italia.

Il regime di Dublino impedisce a migliaia di uomini e donne di muoversi liberamente una volta arrivati in Europa e il razzismo istituzionale pesa su ormai quasi cinque milioni di uomini e donnecontroLAcrisiNONvaleLAtruffa che in Italia vivono, lavorano o transitano dipendendo da un permesso di soggiorno. A causa del legame tra permesso di soggiorno, lavoro e reddito sono migliaia i mancati rinnovi dei permessi, i ricongiungimenti familiari negati, i rigetti per le regolarizzazioni tramite sanatoria. Continue reading »

Apr 162015
 

0027Più di due settimane non è poco. Soprattutto per una lotta dei/delle migrante per i permessi di soggiorno che, a differenza di altri soggetti che producono conflitti, non è legata alla difesa di un posto di lavoro, alla trasformazione di un luogo di studio, a un territorio per contestarne il degrado o la costruzione di una grande opera. Gli spazi di agibilità ed espressione politica per i/le migranti devono essere continuamente trovati, reinventati e infine conquistati. E il confronto/scontro con le istituzioni, siano esse la Questura, la Prefettura, l’Amministrazione comunale, il Ministero dell’Interno, difficilmente segue uno schema che si può riprodurre facendo semplicemente riferimento alle esperienze passate. D’altro canto, guardando anche solo ai tempi più recenti, dallo sciopero dei/delle migranti del marzo 2010 all’interno della campagna europea “Un giorno senza di noi” alla lunga lotta contro la sanatoria-truffa nell’autunno dello stesso anno sfociata nell’occupazione della gru, si è visto come le forme e le modalità delle lotte, la composizione sociale e di genere dei soggetti migranti coinvolti sono variate e non di poco. Come del resto la stessa difficoltà del dispiegarsi di un sostegno attivo e partecipato alle ragioni dei/delle migranti da parte di settori sociali della città, come invece si era verificato in passato, ha mostrato i problemi di questa lotta e quanta strada abbia fatto il razzismo istituzionale a Brescia. Un razzismo molto insidioso, perché non immediatamente riconoscibile, fatto di leggi, procedure, comportamenti istituzionali, divieti, uso  discriminatorio della burocrazia, interpretazione palesemente restrittiva delle norme. Gli stessi incontri con il Comune e con il Ministero sono stati quanto meno interlocutori. Molte parole e niente fatti. In attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato sull’interpretazione della legge e del nuovo Prefetto. Con un fatto grave da registrare: la mancata disponibilità del Ministero a emanare pubblicamente circolari o decreti in modo da affrontare il caso Brescia con la RIAPERTURA D’UFFICIO di tutte le domande respinte. Tutto sarà ancora delegato alle istituzioni locali (Questura e Prefettura) e i/le migranti non potranno rivendicare un diritto certo. Continue reading »

Mar 262015
 

manif-marzo2015-1Verso la manifestazione del 28 Marzo

C’è poco da girarci attorno. La Questura di Brescia ha voglia di “Stato di eccezione” in cui i diritti sono astrattamente riconosciuti ma nei fatti violentemente negati. E’ una scelta politica precisa come lo fu quella, decisamente più grave, fatta dalla Questura e dalla Prefettura di Brescia – in accordo (anche oggi?) con il Ministero dell’Interno – al tempo della lotta della gru. Non si tratta quindi solo di qualche funzionario dal manganello facile. Quando il governo degli spazi sociali e politici di una città viene esercitato con i reparti di polizia dovrebbe quanto meno sollevare perplessità anche presso gli stessi organi di governo locale a tutti i livelli, oltre che in tutte le forze sociali e politiche che si dichiarano a favore della libertà di espressione e manifestazione. Ma, c’è un ma, quando queste libertà sono espresse in termini conflittuali aprendo una vertenza dai chiari connotati politici che riguardano le forme e le modalità di un razzismo istituzionale subito negli ultimi anni, ecco che alle affermazioni di principio subentrano i distinguo, le limitazioni, i divieti e infine la violenza. Dire che la rivendicazione di diritti da parte dei/delle migranti viene confinata a questione di ordine pubblico si coglie solo un lato del problema. Si vede solo l’ultima fotografia scattata. La legge Bossi-Fini, l’intero impianto legislativo in materia di immigrazione, la burocrazia usata come arma contundente, nel loro “normale” funzionamento sono gli elementi costitutivi – che si alimentano a vicenda – dell’odierno razzismo istituzionale. Continue reading »

Mar 102015
 
comunicato di adesione alla manifestazione di sabato 21 a Brescia0037

A Brescia è successo un fatto di una gravità inaudita. Mai era accaduto negli ultimi decenni che i rigetti delle domande di regolarizzazione dei/delle migranti, nelle varie sanatorie, raggiungessero percentuali scandalose come nella sanatoria 2012. Gli effetti sono devastanti: migliaia di migranti confinati in una clandestinità senza via d’uscita, un aumento dello sfruttamento sui luoghi di lavoro, una precarietà che impedisce la libertà di movimento. Le cause si possono riassumere in un razzismo istituzionale fatto di leggi, procedure, comportamenti, burocrazia, pratiche vessatorie che genera e aggrava le discriminazioni e alimenta la xenofobia.
Dobbiamo fermare questa deriva che ha colpito Brescia a causa anche dell’azione della Prefettura, della Questura e della Direzione Territoriale del Lavoro. Tutte istituzioni che con le loro interpretazioni restrittive delle leggi, la loro burocrazia usata come arma contundente nei confronti dei/delle migranti, la loro sudditanza politica, sono tra le principali responsabili dell’aumento della clandestinità dei/delle migranti, dell’incremento del lavoro senza diritti, del mancato rinnovo dei permessi di soggiorno. Continue reading »

Feb 142015
 

10906425_1552817264973822_6752524726191208962_nSabato 14/02/15 presso la nostra sede abbiamo incontrato l’assessore Fenaroli e la vicesindaco Castelletti per portare alla loro attenzione la disastrosa situazione relativa alla gestione delle pratiche della sanatoria 2012 e dei rinnovi dei permessi di soggiorno.
L’assessore e la vicesindaco si sono impegnati a portare le questioni sollevate al Ministero.
Auspichiamo che le affermazioni di Morcone non rimangano parole al vento ma che si traducano in azioni capaci di tutelare chi rischia di tornare in clandestinità.

Di seguito pubblichiamo le note consegnate all’assessore e alla vicesindaco

note per incontro

Feb 132015
 

L’abbiamo detto e ripetuto più volte in questi anni: la Prefettura di Brescia usa la burocrazia per discriminare i/le migranti, per rigettarli nella clandestinità e nel lavoro nero.prefetta dimettiti

I dati sulle domande accolte della sanatoria 2012 lo dimostrano senza possibilità di smentita. Unico caso in Italia dove i rigetti superano il 70%. Ma per la Prefetta di Brescia è
andato tutto bene, la legge è stata applicata rispettando i principi della “legalità”.
Non importa se in questi anni abbiamo assistito ad ogni tipo di discriminazione nei confronti dei/delle migranti con la negazione anche dei diritti più elementari. A partire, quanto meno, dalla lotta della gru (per non parlare della mala-gestione degli uffici SUI che perdura da quasi un decennio) in cui davanti a una situazione insostenibile per migliaia di migranti le risposte sono state la completa chiusura davanti alle richieste di uscire dalla clandestinità, le espulsioni ingiustificate (tant’è che tutti si sono poi visti riconoscere la possibilità di ritornare), le denunce e le cariche della polizia. Una “legalità” a senso unico, usata come corpo contundente contro i/le migranti. Continue reading »