Lug 062012
 

Ci sono tanti modi di raccontare la nostra società e oggi siamo qui per questo.

Siamo l’affermazione di una nuova cittadinanza, che avanza nonostante i continui tentativi delle autorità italiane e di quelle europee di respingerla e negarla. Siamo il soggetto politico emergente, che irrompe scavalcando i confini, così come ha sempre fatto e sempre farà, siano essi nazionali, sociali, economici o culturali.

Le nostre esperienze non si possono rinchiudere in categorie o statistiche, ma entrano sul campo, il mondo intero, in un gioco comune che riporta al centro la conquista e il rispetto dei nostri diritti e l’affermazione della nostra dignità.

 Diamo un calcio al legame formale tra permesso di soggiorno e contratti di lavoro sancito dalla legge Bossi-Fini, all’uso della clandestinità per ottenere braccia a basso costo, all’ossessione securitaria utilizzata per annullare diritti umani e sindacali, alla militarizzazione dei confini, alla negazione del diritto d’asilo che trasforma profughi in clandestini, alla precarietà che ci rende facilmente ricattabili, sfruttabili, espellibili.

 Siamo i\le protagonisti\e di una partita che riaccende i riflettori sulla responsabilità di questo governo che agisce in perfetta continuità col suo predecessore. Non ci servono guardalinee per capire che l’Italia non rispetta i tracciati del diritto internazionale. L’accordo che il governo Monti ha da poco ri-sottoscritto con il nuovo governo esecutivo libico è segreto, ma gli effetti della sua applicazione sono sotto i nostri occhi già da tempo: migliaia di profughi respinti e trattenuti nei cosiddetti centri di accoglienza al confine di Tripoli, dei veri e propri lager, da cui escono agghiaccianti testimonianze di violenza, affollamento, torture.

 Accendiamo i riflettori sulle ipocrisie del Sistema Europa, che si erge a garante del diritto mentre fa di sé una fortezza sui cui confini si infrangono migliaia di vite. Sono circa 20.000, più di 2.000 nell’ultimo anno, i soli morti in mare e sui confini che l’Europa vorrebbe farci dimenticare e che nasconde seppellendoli senza neanche dargli un nome.

 Accendiamo le luci sulle formule perverse di leggi che mirano a controllare i corpi di donne e uomini in fuga o in viaggio verso una vita migliore. Sono una dozzina i C.I.E. presenti in Italia, all’interno dei quali vengono rinchiuse tutte quelle persone che hanno perso o non possono avere il permesso di soggiorno. Al loro interno si susseguono scioperi della fame, autolesionismo, incendi. Evasioni (più di 580 solo nel 2011) e rivolte vengono represse con i metodi più brutali. Per questi lager il governo non bada a spese, in barba alle solite retoriche su crisi e sacrifici, aprendoli e chiudendoli con il solo scopo di garantire quell’esercito di riserva di manodopera sottocosto costituita dai cosiddetti clandestini. Dal centro-sinistra al centro-destra in dieci anni sono stati investiti un miliardo di euro per finanziare questi orrori.

 Abbiamo deciso di giocare la nostra partita in costante fuorigioco: l’urgenza di mettere a segno i nostri obiettivi non può arrestarsi di fronte alla repressione del governo e alla colpevole lentezza di partiti e istituzioni.

  • Vogliamo che sia garantito l’accesso alle forme di protezione umanitaria e internazionale a tutti i profughi fuggiti dalla guerra in Libia, al di là del loro Paese di nascita.

  • Vogliamo che venga messa fine subito alla barbarie dei CIE e dei respingimenti in mare.

  • Vogliamo la cancellazione della Bossi-Fini e la fine del legame tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno.

  • Vogliamo uscire dal ricatto della precarietà e della crisi.

 Non ci interessa chi “vincerà” oggi, la posta in gioco è più alta: sappiamo bene che il gol più importante è ancora da segnare.È il gol che supera le chiusure identitarie, i muri e i fili spinati, va oltre cattiveria e pietismo, mira dritto alla consapevolezza che solo uniti, donne e uomini, autoctoni e migranti, prime e seconde generazioni, si possa arrivare al pieno riconoscimento dei diritti per tutte e per tutti.

Foto della conferenza stampa:

KICK the BORDERS 2012!

Progetto Cross-Point e Associazione Diritti per Tutti.

 Leave a Reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

(required)

(required)

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.