Lug 052013
 

Il torneo antirazzista che dà un calcio ai confini e a sfruttamekick2013_snto!

Anche quest’anno siamo costretti a giocare in fuorigioco per superare le barriere sempre più imponenti della Fortezza Europa. I confini europei infatti continuano a uccidere, per terra e per mare; li chiamano, ad esempio, respingimenti di massa, ma non sono altro che condanne a morte collettive.

Dal centro campo vediamo e denunciamo che, mentre gli stati europei spendono in media 5 mld l’anno per il controllo dei confini (anche per le più costose tecnologie), i vari governi cercano di buttare interamente sulle nostre spalle i costi della crisi. Lo fanno anche inventando sempre nuovi trucchi per estorcerci soldi, spremendoci ad ogni passaggio amministrativo, come i 60€ per l’idoneità alloggiativa, i 200€ per il rinnovo del permesso di soggiorno e i 1000€ per partecipare alle ormai note sanatorie truffa.

Per molti di noi le sanatorie rappresentano l’unica possibilità di avere un documento, mentre per lo Stato sono la più ghiotta occasione per farci pagare migliaia di euro senza riconoscerci alcun diritto. La richiesta di denaro complessiva è esorbitante, e ad essa non corrisponde che raramente il riconoscimento di alcuni diritti, che sono solo provvisori e oltretutto arrivano con tempi da moviola!

 Chi siamo? Siamo una formazione estremamente meticcia, l’affermazione di una nuova cittadinanza, che avanza nonostante i continui tentativi delle autorità italiane e europee di respingerla e negarla. Siamo il soggetto politico emergente che, come ha sempre fatto e sempre farà, irrompe scavalcando i confini nazionali, sociali, economici o culturali.

 Non accettiamo nessun cartellino rosso, perché nessuno può avere il diritto di mandarci via da questo paese, dove siamo nati o cresciuti, o semplicemente arrivati. Qui portiamo le nostre esperienze e le nostre differenze, le nostre lingue, le immagini della nostra terra, i nostri gesti, abitudini e la nostra memoria, aprendo l’esistente a possibili trasformazioni. Migrare non può essere un reato, poiché è un percorso di cambiamento della propria vita e del mondo.

Non accettiamo i tempi supplementari: la nostra vita si gioca qui e ora. Le leggi diventano razziste anche per le burocrazie assurde, che ci tengono in costante e esasperante attesa. Aspettare e pagare, sopportare e sperare, ma la nostra pazienza è finita, le nostre richieste sono chiare e le ributtiamo in campo, pronti a scattare in avanti verso la rete.

 Siamo palesemente e orgogliosamente in fuorigioco. Mentre molti cercano un riparo posticcio dalla crisi, noi rilanciamo la partita riportando al centro la rivendicazione dei nostri diritti, a partire dalla cancellazione immediata della Bossi-Fini.

Oggi più che mai, legare il permesso di soggiorno al contratto di lavoro è una follia. Siamo profondamente consapevoli di questo: la Bossi-Fini produce solo precarietà e sfruttamento, non soltanto per noi migranti, ma per tutt*; fino a quando una parte di noi sarà ricattabile, i diritti di chiunque potranno essere messi in discussione. La Bossi-Fini rappresenta per tutti, migranti e nativi, un fatidico autogol.

 

La lotta della gru, gli scioperi del primo marzo, le mobilitazioni dei lavoratori della logistica hanno acceso i riflettori sulla nostra determinazione e sul nostro protagonismo; hanno anche chiarito a chi si illudeva di poter controllare i nostri corpi che accetteremo i continui ricatti sulle nostre vite!

Con queste lotte noi vi offriamo un meraviglioso assist: ciascun* scelga se rimanere in panchina a guardare o se invadere il campo per aiutarci a trasformarlo in una memorabile rete:

  • Diciamo basta al quotidiano razzismo istituzionale!

  • Per la cancellazione della Bossi-Fini, per rompere il legame tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno.

  • Per dire che non accetteremo più sanatorie\leggi truffa!

  • Perché venga messa fine subito alla barbarie dei CIE e dei respingimenti in mare.

  • Per uscire dal ricatto della precarietà e della crisi.

  • Perché sia garantito l’accesso alle forme di protezione umanitaria e internazionale a tutti i profughi.

 Vogliamo che il permesso di soggiorno sia garantito a tutti e a tutte slegato da lavoro e reddito!

La reale emersione di qualsiasi persona dalla clandestinità è un interesse collettivo!

L’unica azione efficace contro economia sommersa, speculazioni, corruzione e sfruttamento, con tutte le conseguenze.

Progetto Cross-Point

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