Gen 312014
 

Commento alla protesta di un migrante che mercoledì 29 gennaio in piazza Loggia voleva iniziare uno sciopero della fame perchè esasperato dalla situazione che si è prodotta con il blocco degli uffici della Prefettura.

Siamo stufi delle promesse delle istituzioni, delle interrogazioni parlamentari, delle visite dei deputati e del loro “interessamento” fatto di dichiarazioni raffazzonate, buone solo  per un mezzo titolo di un giornale da dare in pasto ai gonzi della pace sociale. Non ce ne facciamo nulla della risposte di due righe di un Ministro, e dei silenzi dell’altro. E l’ennesimo proclama della Prefetta di Brescia, l’ennesimo annuncio della riorganizzazione dello sportello unico per l’immigrazione, quel proclama, lo prendiamo per quello che è: una provocazione.

Perché abbiamo visto come funzionano quegli uffici. Sappiamo che la sanatoria 2012 è una truffa, perché ci estorce denaro, non ci dà il permesso e non ci permette di lavorare. Alla truffa della legge si è aggiunta la truffa degli uffici, i controlli vessatori delle forze dell’ordine, le interpretazioni restrittive di leggi e decreti,  il trattamento che subiamo ogni volta che chiediamo informazioni.

In mezzo a tutto questo sono nati presidi, manifestazioni, proteste. Siamo andati dalle istituzioni, abbiamo avuto incontri con i vertici della burocrazia e del potere politico. Nonostante ciò la prefettura, mentre rilascia interviste affermando di avere risolto ogni  problema, persevera nella linea politica della tolleranza zero.

E alle proteste collettive, oggi, si aggiungono i gesti di disperazione individuale. Perché la crisi morde e chi nel 2012 ha fatto regolarmente domanda di un permesso di soggiorno si trova oggi senza risposte. E senza possibilità di lavorare. Ieri, in Piazza Loggia, un migrante ha dichiarato di voler iniziare uno sciopero della fame, un gesto di disperazione individuale che si aggiunge alle tante proteste collettive. Noi, che a lui siamo vicini, facciamo una promessa: che continueremo sulla strada della lotta, faremo tante altre iniziative per il permesso di soggiorno e contro il razzismo istituzionale. Ci teniamo solo ricordare alla Prefettura, e a tutti gli interessanti, ciò che volutamente ignorano: che quelle condizioni di disperazione sono ciò che accomuna migliaia di donne e uomini migranti che vivono nella nostra città.

Cross-Point

http://www.radiondadurto.org/2014/01/29/brescia-migrante-pakistano-in-sciopero-della-fame-permesso-subito/

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