Gen 232014
 

A giudicare dai titoli cubitali della stampa mainstream, efficace amplificatrice  della propaganda e delle farneticazioni dei governanti, o dagli sproloqui razzisti che orami da anni accompagnano il dibattito sull’immigrazione in Italia, sembra proprio che ci si trovi di fronte a uno sconvolgimento senza precedenti delle politiche migratorie in Italia. “Abolito il reato di clandestinità”: è questo, più o meno, il messaggio trasmesso a gran voce, come un trionfo dagli uni, come una sciagura dagli altri.

Noi, che abbiamo imparato che quelle che si susseguono in materia di immigrazione non sono leggi ma truffe, una dopo l’altra, anche questa volta non ci fidiamo. E a ragione!

Sarebbe bastato poco per il parlamento, due parole con le quali si dice di voler abrogare  l’art. 10 bis del d.lgs 286/1998, il “reato di clandestinità” appunto, e si sarebbe dato quantomeno un segnale che qualcosa stava cambiando. Le politiche migratorie,dopotutto, così come sono strutturate nel legame tra permesso di soggiorno e lavoro, sarebbero restate intatte. Solo un segnale, appunto. Purtroppo, nemmeno quel segnale piccolo piccolo e tanto atteso dal mondo migrante è arrivato.

Quel che c’è  è una norma ambigua, approvata dal solo Senato, in attesa di conferma della Camera (sempre che i deputati non decidano di modificarla), con cui si dà delega al governo di trasformare il “reato di clandestinità” in illecito amministrativo. Norma generica che il governo potrà riempire dei contenuti che preferisce (ad esempio quale sarà la pena per questo illecito?). Come al solito tutto cambia perché nulla cambi. L’impianto delle leggi sull’immigrazione resta inalterato (dalla Turco- Napolitano ai Pacchetti sicurezza, passando per la Bossi -Fini), conservando l’intervento del diritto penale in materia di immigrazione, aggiungendo che sarà reato anche la violazione dei provvedimenti amministrativi in materia (quali?). Di leggi truffa ne abbiamo viste tante, quel che ci mancava era proprio l’abrogazione truffa del reato di clandestinità.

Queste manfrine parlamentari, per quel che valgono, sarebbero semplicemente da ignorare, se non fosse che ancora una volta, ed è la cosa più intollerabile, tutto si gioca sulla pelle dei e delle migranti

 

Cross Point

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