Mag 212014
 

Dopo quasi due anni dalla presentazione delle domande di emersione solo la metà delle pratiche sono state evase. Il 60% circa di queste si sono chiuse con il rigetto della domanda. 
Questi i dati rilasciati ieri dalla Prefetta riguardo a quella che da subito abbiamo chiamato “sanatoria truffa”.
Queste cifre non fanno altro che confermare il quadro disastroso che da almeno un anno stiamo denunciando: a Brescia si è verificata una situazione straordinaria che la Prefetta non ha voluto gestire usando la burocrazia come forma di razzismo istituzionale. Infatti in tutte le altre città la percentuale di rigetti è stata molto inferiore. La strutturale carenza di organico degli uffici a Brescia e la pressione esercitata dall’indagine della magistratura, sono stati usati in maniera strumentale contro i migranti e le migranti. L’impianto stesso della sanatoria  ha favorito un mercato di compra-vendita dei contratti di lavoro . A farne le spese migliaia di donne e uomini che avevano sperato di poter regolarizzare la propria posizione e che per questo hanno pagato migliaia di euro.


I tentativi della Prefetta di riversare le responsabilità sul numero di migranti presenti nella provincia o ancor peggio sulle pressioni esercitate dalle proteste che ovviamente sono state messe in campo sono semplicemente ridicoli, se non offensivi. Così come è ridicola la pretesa di tranquillizzare gli animi fornendo l’ennesimo (fasullo) termine a questa vicenda infinita.
C’è un solo modo per uscire da questa situazione: la Prefetta deve dimettersi e il Ministero dell’Interno è chiamato a un intervento straordinario per risolvere questa drammatica situazione. E’ necessario un provvedimento che conceda i permessi di soggiorno ai migranti e alle migranti che ne hanno fatto richiesta.
Fino ad allora la nostra protesta non si fermerà

leggi qui alcuni articoli apparsi oggi sui quotidiani locali

 

 

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