Gen 172015
 
Comunicato in risposta ai dati rilasciati dalla Prefettura di Brescia

 

prefetta dimettitiBrescia non è terra dei diritti dei/delle migranti. I dati forniti ieri dalla Prefettura di Brescia a conclusione della sanatoria del 2012 sono a dir poco impressionanti. Sono state respinte il ‘70% delle richieste di fronte a un 20% a livello nazionale. Prefettura, Questura e Direzione territoriale del lavoro di Brescia evidentemente preferiscono che i/le migranti non escano dall’inferno della clandestinità, del lavoro nero, dello sfruttamento indiscriminato. I/le migranti, secondo loro, devono condurre una vita sempre più precaria in balia del loro razzismo istituzionale. In questi due anni abbiamo assistito ad ogni tipo di discriminazione: dall’uso vessatorio della burocrazia, alla negazione di diritti elementari all’informazione, ad interpretazioni restrittive e penalizzanti delle norme e delle leggi sull’immigrazione, al disprezzo delle condizioni di vita di migliaia di migranti. Non è stato un caso. Si è perseguito con pervicacia, in cui si è distinta la Prefettura, l’obiettivo di dare un segnale preciso: a Brescia i/le migranti non devono rivendicare diritti come era successo durante la lotta della gru. I dati sono lì a dimostrarlo: Brescia ha conquistato il primo posto della discriminazione, sociale, politica, razziale, a livello nazionale, nei confronti dei/delle migranti. Ciò dovrebbe far riflettere tutti/e, dalle organizzazioni politiche e sociali, alle associazioni fino alle istituzioni pubbliche sulla recrudescenza di un razzismo istituzionale che ha superato ogni limite.

Per noi la partita non è chiusa. Continueremo a lottare, a rivendicare i diritti e la dignità dei/delle migranti in quanto unico modo per contrastare una deriva istituzionale che ha il carattere di una vendetta politica.

Cross Point

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