Set 142015
 

Non sono razzista, ma…

Quante volte abbiamo sentito questa frase accompagnata da affermazioni come: ma…arrivano troppi migranti, prima vengono gli italiani, sono troppo diversi da noi, ci rubano il lavoro in un tempo drichiedenti asilo ventimiglia.jpgi crisi, alimentano l’insicurezza nostra e dei nostri figli, c’è una differenza tra profughi e migranti “economici”.

Ma è proprio vero che sia così ? Guardando quello che è accaduto, e che accade, a San Colombano di Collio, Pontevico e Rovato – per rimanere in provincia di Brescia – sembra proprio di no. Abbiamo visto proteste per l’arrivo di migranti, rifugiati, richiedenti asilo provocate e giustificate da sindaci e amministratori locali con il sostegno di fascisti, nazisti e gruppi di ultras da stadio. Abbiamo assistito a quella forma di razzismo istituzionale che spesso si nasconde dietro i discorsi sulla “legalità” ( sempre e solo la loro), sul rispetto delle procedure, della burocrazia e sulla strumentale salvaguardia di una comunità locale. Generando in questo modo paura, insicurezza e xenofobia nella popolazione. In realtà i veri discorsi e motivi che stanno alla base del razzismo delle istituzioni sono altri. Riguardano il mantenimento a tutti i costi del potere locale,  per usarlo senza il controllo dei cittadini, e favorire gruppi politici, economici e finanziari.  Ad esempio per quale motivo nel 2010 c’è stato il commissariamento del comune di Collio ? Non certo a causa dei migranti o dei rifugiati. Quando nei territori si affermano  queste forme di razzismo istituzionale  si apre la strada all’azione razzista e violenta di gruppi fascisti e di ultras che cercano visibilità politica presentandosi come difensori degli italiani ma che non fanno altro che consolidare il potere, la sopraffazione e l’autoritarismo che già esistono. Il razzismo istituzionale è talmente insidioso che non si ferma davanti a nulla. A Collio si è cercato, e si cerca, di mettere in contrapposizione perfino i migranti che risiedono nel comune  a quelli da poco arrivati.

I fatti, però, ci dicono altro. Ci dicono che la divisione tra profughi e migranti economici risponde solo a squallidi calcoli politici quando non esiste alcun modo legale e sicuro, per i/le migranti,  per l’ingresso in Italia e in Europa. I 3 mila morti di quest’anno nel Mediterraneo lo stanno a dimostrare. Calpestare i diritti dei migranti serve solo ai governi e ai gruppi di potere per peggiorare le condizioni di vita e di lavoro di tutti i cittadini. Meno diritti hanno i migranti e meno diritti hanno e avranno tutti e tutte.  Le guerre non sono solo militari ma anche politiche, economiche e finanziarie e l’Italia e l’Europa sono tra i responsabili di queste guerre nei paesi africani, asiatici e del Medio Oriente. E poi c’è il diritto sacrosanto per chiunque di andarsene da un paese dove non vuole rimanere. Le leggi italiane sull’immigrazione, la Bossi-Fini, i trattati europei e gli accordi bilaterali tra gli Stati hanno tutti lo stesso contenuto, anche se non dichiarato: favorire la clandestinità dei/delle migranti non ponendo limiti al loro sfruttamento per poi, nel caso, espellerli.

Noi vogliamo cancellare definitivamente la legge Bossi-Fini e il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro. Per un permesso di soggiorno europeo di due anni sganciato dal contratto di lavoro e senza limiti di reddito.

Non vogliamo più riconoscere i trattati europei che non garantiscono un reale diritto di asilo.

Per questi motivi parteciperemo alla manifestazione del 19 settembre ore 14.30 a san colombano di Collio

 

Associazione Cross-Point

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